Nutrizione

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Lo sappiamo bene che ricorrere così spesso a quel cioccolatino, a quel formaggio, al pezzo di pane, al tarallo pugliese uno dopo l’altro, al bicchiere di vino per gratificarci rischia di farci ingrassare. Eppure, stanchi della giornata lavorativa, o della nostra vita sentimentale, dello stress quotidiano, ci sentiamo in diritto di goderci il nostro premio e l’immediatezza con cui possiamo attingervi ci sembra insostituibile.
Oggi vorrei soffermarmi sulle SPEZIE e sulle ERBE AROMATICHE: universo misterioso e affascinante, spesso ahimè trascurato nella nostra attuale tradizione culinaria.
Ma pensateci bene: un petto di pollo ai ferri scondito fa piuttosto tristezza, no? Ma basta un pizzico di curry ed è tutta un’altra storia. Come mai?
La nostra personale rappresentazione del gusto è complessissima e in essa convergono tutti i nostri sensi, specialmente l’olfatto e l’olfatto è strettamente connesso al nostro sistema limbico. Non è un caso che l’industria profumiera viva proprio di questo: della strettissima connessione tra profumo ed emozione. Per non parlare dell’industria degli aromi, che fa di tutto per rendere irresistibile quell’alimento, mentre a noi basta aggiungere qualche spolverata di cannella o qualche fogliolina di origano per cambiare le sorti di un piatto! Ma c’è di più: alcune spezie, oltre a suscitare in noi reazioni personalissime legate magari a ricordi particolari, causano la liberazione delle stesse sostanze responsabili del piacere percepito quando ci avviciniamo a quel cibo bello calorico, che tanto ci gratifica e di cui pensiamo di avere tanto bisogno.
Quindi l’appagamento che il cibo ci offre può derivare anche da altre fonti che non contemplino necessariamente abbondanza di grassi e zuccheri.
E sapete cos’altro è altamente gratificante? Giocare in cucina con i mille colori, profumi e aromi che la natura ci offre proprio attraverso il mondo speziato. Metteteci amore, passione, cuore… sperimentate e vedrete che la fame nervosa vi lascerà in pace!

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Evitate di mangiare abitualmente lo yogurt alla frutta. E sapete perché? Perché è pieno di zuccheri aggiunti! Che cosa significa ciò?
Qualcuno si ritrova particolarmente impegnato nella lotta ai carboidrati, facendo di tutta l’erba un fascio. Niente di più sbagliato, ahimè. Mangiatevi in serenità la pasta, fonte di carboidrati complessi a basso-medio indice glicemico, e lasciate perdere gli yogurt alla frutta!
Gli zuccheri sono carboidrati semplici, che il nostro organismo è quindi in grado di assorbire rapidamente e che causano il famoso picco glicemico dopo il pasto. Gli unici zuccheri semplici che una persona sana può assumere regolarmente senza troppe preoccupazioni sono quelli della frutta INTATTA, così come madre natura l’ha creata. Tutto ciò che “ricorda” la frutta (puree, succhi, preparazioni industriali che vengono aggiunte per esempio agli yogurt) sono da considerare zuccheri AGGIUNTI, da assumere con moderazione.
E qui casca l’asino: lo yogurt alla frutta è PIENO di zuccheri aggiunti! Tra quelli contenuti nelle preparazioni a base di frutta, tra lo zucchero vero e proprio, come minimo ci mangiamo l’equivalente di 3 cucchiaini di zucchero da un vasetto. Se poi optiamo per quelli da bere, che vanno giù come l’acqua e quindi ne assumiamo ancora di più, la quota aumenta.
Poco importa che sia magro, che ci abbiano cioè tolto i grassi (rendendolo tra l’altro meno saziante): resta il fatto che l’industria ha trasformato un alimento fermentato eccezionale in un…….. dessert ad alto indice glicemico!
Che fare quindi?
Se proprio non vi piace al naturale, un po’ di zucchero o miele aggiungetecelo voi (difficilmente arriverete a buttarci dentro 3/4 cucchiaini di zucchero 😉 ), così come la frutta fresca. Questa sì che è una merenda sana!
P.S. Che dentro ci sia lo zucchero d’uva, o altre trovate, non cambia nulla… sempre meglio leggere le etichette!

Febbraio 27, 2022
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Uno degli errori alimentari più comuni che commettiamo è esagerare con l’olio, specialmente con quello extravergine d’oliva, che pur essendo un alimento straordinario, come tutti gli altri oli, è composto quasi al 100% da grassi.
I grassi, a parità di peso, sono i nutrienti più calorici: 1 g di grasso fornisce più del doppio delle calorie di carboidrati e proteine. Non è un caso dunque che il nostro organismo metta da parte la sua riserva energetica sotto forma di grasso. È più conveniente!
Ma capite bene che qualche cucchiaio di olio in più vi costa qualche centinaia di calorie in più, che a lungo andare non è poco.
 
Alcuni suggerimenti:
1) Usate lo yogurt, anche diluito con acqua, e speziatelo (con curry o curcuma per esempio), aromatizzatelo con succo di limone e erbe aromatiche, insaporitelo con senape e/o cren
2) Usate l’ajvar (in estate potete anche prepararvelo in casa)
3) Usate la senape
4) Diluite il vostro cucchiaio di olio con del limone e/o arancia spremuti, aglio fresco o in polvere, una puntina di senape
5) Preparatevi in casa della salsa tzatziki da accompagnare ai vostri piatti
6) Frullate della polpa di avocado con un pezzettino di peperone, succo di limone/lime e un pochino di cipolla e, per alleggerirla, mescolatela anche ‘sta volta con dello yogurt
 
La mia salsina da accompagnamento preferita: yogurt greco intero (allungato con un pochino d’acqua), succo di limone, erba cipollina o aglio fresco (ma a volte ne basta un pizzico in polvere) e senape. Se la fate più liquida è perfetta per condire le insalate, più densa si sposa bene a carne, pesce, verdure cotte.
Inoltre, avete mai provato una bistecchina di tonno scottata in padella accompagnata da una salsa di yogurt greco e cren?
 
Sbizzarritevi e sperimentate e se avete qualche idea sfiziosa scrivetela nei commenti!
Buon appetito in salute a tutti

Febbraio 1, 2022
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Ieri sera avevo voglia di qualcosa di sfizioso. L’idea era quella di una torta salata bella rustica e genuina.

La domanda è questa: perché non usare la pasta già pronta del supermercato?

Intanto, può capitare che non ce l’avete e quindi… meglio così! Basta impastare 300 g di farina integrale, 120 g di vino bianco con 50 g d’olio d’oliva e un pizzico di sale fino a formare una palla che lasciate riposare in frigo (ci mettete meno di cinque minuti, giuro). E mentre l’impasto riposa cucinate al volo qualsiasi verdura, un pochino di patate, rosolate delle cipolle con un filo d’olio, tagliate qualche cubetto di formaggio stagionato e mescolate con le uova: qualsiasi ripieno “svuotafrigo” andrà bene. La pasta sarà stendibilissima e pronta per foderare una teglia. Versateci il ripieno e infornate per circa 40 minuti a 180°.
Il risultato è un impasto croccante che sa di tarallo pugliese, con tutta la fibra e il valore nutrizionale della farina integrale e con grassi di qualità ottima propri dell’olio extravergine d’oliva: insomma, nulla a che vedere con buona parte delle pallide paste arrotolate del banco frigo o del reparto surgelati, o dei tortini già pronti.
Quindi, il mio consiglio è quello di dedicare pochi minuti alla preparazione di questo impasto e scegliere verdure di stagione. Gustatevi pomodori e pomodorini, zucchine, melanzane e peperoni in estate, ora potete per esempio scegliere tra la varietà di Crucifere (o Brassicacee) che la natura ci offre e dare sfogo alla vostra fantasia.
Io ho fatto una torta salata con il cavolo nero avanzato dalla ribollita: lo sfizio me lo sono tolto, eccome!
Buon appetito in salute!

#tortasalataintegrale #cavolonero #brassicacee #cipiacemangiare #odioladieta


Dicembre 16, 2021

Cosa vi hanno fatto di male i carboidrati? O meglio, perché quando vi sentite gonfi, o volete dimagrire, così di frequente sento dire che “basta eliminare/ridurre i carboidrati”? I carboidrati, indistintamente dalla qualità e dalla quantità, sono diventati lo spauracchio del nuovo millennio.
A tal proposito è quindi fondamentale una precisazione: i carboidrati costituiscono la base della nostra alimentazione. Quindi, qualunque stile alimentare che proponga una drastica loro riduzione, o addirittura eliminazione, va ponderato assieme ad un professionista in modo da comprendere se è strettamente necessario e per quanto tempo è il caso di aderirvi.
Qualche consiglio pratico: preferite l’integrale, limitate le porzioni abituali, abbinate le fonti di carboidrati ad abbondante verdura e… non prendetevela con il glutine se non vi è stata diagnosticata la celiachia o un’intolleranza perché il glutine, alle giuste dosi, è assolutamente innocuo. Piuttosto: attenzione ai troppi zuccheri nella dieta!
Buon appetito in serenità a tutti!
P.s. La porzione di pasta sotto foooorse è un po’ eccessiva ecco 😉


Dicembre 5, 2021
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Avete mai sentito parlare dell’INULINA? E’ una fibra solubile, di estrema importanza per la salute del nostro preziosissimo intestino. La troviamo nella cicoria, nel radicchio rosso, nell’indivia belga specialmente, ma anche in aglio e cipolla, porro e carciofi. Non essendo noi in grado di digerirla e processarla, questa fibra giunge al colon inalterata, divenendo nutrimento selettivo dei batteri “buoni” che lo popolano (Bifidobatteri e Lattobacilli). Altre specie patogene invece, con l’introduzione costante di inulina, diminuiscono e questo grazie ai sottoprodotti della fermentazione e a sostanze antimicrobiche che i batteri “buoni” producono. Tutto ciò si concretizza, inoltre, con una reale riduzione del rischio di sviluppare malattie infiammatorie e neoplastiche al colon.
Vale dunque la pena di cibarsi ghiottamente degli alimenti sopra, ma, se non incontrano i vostri gusti, potete sempre rifornirvi di inulina in polvere (la trovate nelle erboristerie): si presenta come una polvere bianca, cristallina, dal sapore dolciastro. Basta scioglierne un cucchiaio ogni giorno prima di colazione in un bicchiere d’acqua. Il costo è davvero sostenuto e i benefici, specialmente a lungo termine, sono innegabili.