Nutrizione

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Il fenomeno delle dipendenze è una questione complessa, controversa, non semplice da definire e da risolvere, MA esiste e non sempre ce ne rendiamo conto o, peggio, tendiamo ad accettarla. E’ proprio il caso delle dipendenze da schermi e da dispositivi elettronici.
Oppure, nel caso delle dipendenze da cibo, perché quando decidiamo che è il momento di riprendere in mano la nostra alimentazione, cediamo continuamente a tentazioni, o non riusciamo a fermarci ad un cioccolatino, o svuotiamo l’intero sacchetto di patatine?
E abbiamo mai riflettuto su quanto tempo passiamo a non goderci il pasto perché distratti da smartphone, dalla tv, dai computer?
E che impatto può avere tutto ciò sul nostro benessere?
Io e il dott. Burigana (psicoterapeuta) ne parleremo i prossimi due giovedì presso Psychealòs Associazione Culturale, in via Venezian 2 dalle 19.
GIOVEDì 11 aprile: dipendenze da dispositivi elettronici
GIOVEDì 18 aprile: dipendenze da cibo
Gli incontri sono gratis, ma è semplicemente richiesta una quota associativa di 10 euro valida per l’anno corrente.
VI ASPETTIAMO!!

Gennaio 25, 2024
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IL PANE è UN ALIMENTO. E come dice il nutrizionista dott. Stefano Vendrame, non è una delle “cose” con cui si apparecchia la tavola. Della serie: piatto, tovagliolo, posate, bicchiere… pane.
E nonostante si faccia fatica a togliersi questa abitudine tutta italiana, ricordatevi che un etto di pane ha le stesse calorie di 70 g di pasta! E, per gli amanti del pane, la quantità citata non è poi così difficile da raggiungere.
Ora, certamente questo non vuole essere un post che vi scoraggia al consumo di tale amato e a noi caro alimento, quindi di seguito trovate qualche consiglio da tenere a mente:
1) Prediligete pane con farine non raffinate e/o ricco di fibre come quello di segale, integrale, con i semi, con farine miste
2) Limitate il più possibile il consumo di quello bianco. Se vi piace il pane bianco scegliete quello di grano duro con lievito madre, tipo una ciabatta, con poca mollica e l’impasto bello alveolato
3) Se invece per voi il pane esiste solo bianco e morbido morbido, cercate di ridurne le porzioni, ma specialmente evitate di mangiarlo da solo.
Quindi, avete presente quando uscite dalla panetteria a ora di pranzo e senza nemmeno accorgervene vi siete già sbaffati un bel panino direttamente dal sacchetto prima ancora di iniziare il pranzo? Ecco, non c’è cosa peggiore perché la glicemia vi schizzerà alle stelle. Se vi piace tanto il pane bianco, lasciatene un pezzetto alla fine del pasto: un pasto in cui non c’è un primo ma un secondo con verdura e il pane costituisce la vostra principale fonte di carboidrati (con un piatto di minestrone e delle uova strapazzate per esempio, il pane ci sta tutto!)
4) Possiamo mangiare un etto di pane, preferibilmente integrale o di segale, se decidiamo di pranzare con un bel panino: in questo caso riduciamo la porzione di affettati e formaggi e aggiungiamo piuttosto qualche bella verdura di stagione.
Avete mai pensato a due fette di pane di segale con del buon prosciutto crudo e abbondante zucca al forno? O ancora, una ciabatta con dell’hummus di ceci fatto in casa e del radicchio al forno? E che ne dite di un panino integrale con una frittata di carciofi?
E come sempre, buon appetito in salute a tutti!!

Gennaio 20, 2024
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Avete presente quella pubblicità in cui uno “non ci vede più dalla fame”?

Ecco, se avete fame, evitate cibi zuccherini tipo le merendine o i biscottini o cioccolatini convinti che possano realmente saziarvi. Non faranno altro che provocarvi un picco glicemico, ovvero un aumento repentino del livello di zuccheri nel sangue. E quando invece la glicemia, altrettanto rapidamente, si abbasserà nuovamente, avrete fame. Di nuovo.
Si innesca così un circolo vizioso.

Se volete uno spuntino saziante scegliete yogurt interi bianchi, frutta secca, un uovo sodo, un pezzo di parmigiano, della ricotta o dell’hummus con verdure per esempio.

I dolci lasciamoli come dessert dopo un pasto in cui NON abbondano i carboidrati ma che è ricco di fibre e che contiene proteine e un po’ di grassi, oppure mangiamoli a colazione, specialmente quando preparati in casa con farine integrali, poco zucchero e frutta secca.

ESEMPIO
Dopo una cena a base di pesce al forno, un pezzettino di pane e tante verdure al forno, potrei concedermi una porzione del mio dolce preferito e poi fare due passi.
Invece, per quanto riguarda la colazione, che ne pensate di una fetta di torta integrale di carote con farina di mandorle e poco zucchero? E poi magari vado a lavorare a piedi se ho la possibilità…

Le merendine, invece? Lasciamole pure sullo scaffale.

E buon appetito in salute a tutti!!


Ottobre 11, 2023
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LE MARMELLATE SENZA ZUCCHERI NON ESISTONO
E sapete perché? Perché una marmellata conterrà comunque gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta.
Che dire quindi delle marmellate che spopolano ultimamente con la dicitura “100% (da) frutta”?
Si tratta di una strategia di marketing che funziona benissimo! Nel senso che l’informazione è corretta, ma dà quasi sempre la sensazione di acquistare un prodotto che non è stato in alcun modo dolcificato.
Se controlliamo gli ingredienti, ci sarà SEMPRE uno zucchero AGGIUNTO che è naturalmente contenuto nella frutta. Per esempio, Rigoni aggiunge il succo di mela, altre aziende usano lo zucchero d’uva e così via. Cosa cambia dal punto di vista nutrizionale? Assolutamente nulla! Sono zuccheri, esattamente come lo è lo “ZUCCHERO” comune indicato come tale tra gli ingredienti.
Poi esistono quelle con la dicitura “SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI”: vengono comunque dolcificate ma con edulcoranti acalorici di sintesi (vedi la Hero light) oppure con edulcoranti ipocalorici naturali come il sorbitolo (vedi la Zuegg 0 zuccheri aggiunti).
Poi esistono delle PUREE di frutta a cui non è stato aggiunto alcun tipo di dolcificante (né il comune zucchero, né edulcoranti come il sucralosio o il sorbitolo, né zuccheri o succhi o sciroppi estratti da frutta e vegetali), ma sono difficili da reperire e conservabili per poco tempo e restano comunque prodotti di nicchia.
Nella foto sotto c’è un buon prodottino che una mia paziente ha trovato in una gastronomia, ha solo 6 g di zuccheri su 100 di prodotto. Certo è che non possiamo definirlo né marmellata, né confettura.
Lo so, è un mondo difficile 🙂
Quindi che fare?
1) Controllate gli ingredienti per capire come e se il prodotto è stato in qualche modo dolcificato
2) Controllate i valori nutrizionali perché, indipendentemente dal tipo di zucchero aggiunto, l’importante è che il contenuto di zuccheri sia contenuto (meglio che gli zuccheri non superino di tanto i 30/35 g su 100)
3) Abbinate alla marmellata dei prodotti integrali e una piccola fonte di grassi come un filo di burro (per un po’ di burro non è mai morto nessuno, ve lo giuro!), frutta secca o creme di frutta secca, oppure della buona ricotta.
Ora che ne sappiamo di più, se degli zuccheri aggiunti proprio non ne vogliamo sapere, possiamo sempre mangiare altro. La marmellata è pur sempre una conserva!

Dicembre 28, 2022
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La tradizione di mangiarle a capodanno viene addirittura dai Romani, che regalavano ai loro cari un borsellino pieno di lenticchie, con l’augurio che queste si trasformassero in soldi durante l’anno.
E visto che ahimè qualcuno si ricorda della loro esistenza soltanto in questi giorni in abbinata con il cotechino, approfitterò per elogiarne le proprietà e la versatilità ed incoraggiarne il consumo tutto l’anno.
1) Tra i legumi sono fra le più ricche di proteine: l’abbinamento a cereali e loro derivati (pasta e pane) ci offre tutti gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno
2) Buona fonte di ferro, ma scarsamente assimilabile: per aumentarne la nostra capacità di assorbimento, basta far seguire il pasto da un agrume o spruzzare del succo di limone nell’acqua che accompagna il pasto, o ancora qualche pomodorino vicino per esempio
3) Ottima fonte di fibra solubile come tutti i legumi: utile per prolungare il senso di sazietà, per il controllo della glicemia e del colesterolo nel sangue e per l’equilibrio della nostra flora intestinale
4) Mediamente più veloci da cuocere rispetto agli altri legumi
A tal proposito, con le lenticchie rosse, vendute prevalentemente già decorticate e quindi solitamente meglio tollerate anche dagli intestini più sensibili, si può fare un ottimo “ragù”: basta unirle al classico soffritto con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro e aromi e condirci riso o pasta. Oppure si può preparare una zuppa con zucca e altre verdurine: in venti minuti massimo è pronta, aggiungo qualche crostino et voilà!
O ancora, avete mai provato ad aggiungere le lenticchie all’insalata al posto dei fagioli? O a prepararvi un fantasioso piatto unico a base di cereali o riso, lenticchie e verdure di stagione con le vostre spezie preferite? O delle polpettine al curry da cuocere in forno?
Un’ultima precisazione: le lenticchie, come tutti i legumi, NON SONO UN CONTORNO, bensì la fonte proteica del vostro pasto, che può quindi sostituire la carne o il pesce per esempio.
E allora non mi resta che fare a tutti i miei più sinceri auguri, che sia un anno colmo di salute e buone cosine da portare sulla nostra tavola!!

Dicembre 1, 2022
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“LE DIETE NON FUNZIONANO”: parliamone…

(Premetto che proprio non ci riesco a fornire le famose “pillole di nutrizione” in cui mi limito a dirvi che gli agrumi contengono vitamina C o di mangiare le famose 5 porzioni di frutta e verdura. Quindi, se avete i minuti contati, questo post potrebbe essere troppo lungo per voi.)

Dunque, se per “dieta” intendiamo quel foglio di carta che il nutrizionista ci consegna in cui trovo dettagliatamente scritto quanto e ciò che “devo” mangiare, beh, questa può essere altamente funzionale nell’immediato e se la persona ha bisogno di input precisi per problemi organizzativi e se ciò è associato ad un incondizionato senso di disciplina per cui mi sento in dovere di seguire più fedelmente possibile quanto  imposto da un altro (sia ben chiaro, un professionista non dovrebbe ovviamente “imporre” mai nulla, ma è la persona a far leva sul quel senso del dovere, che gli sembra l’unico strumento che ha per perder peso).

E da qui nascono le domande di rito a testimoniare quanto sopra, tipo “POSSO mangiare questo o quello e in che quantità?”

Quindi, la domanda che dovrebbe sorgere spontanea è la seguente: per quanto può durare tutto questo? Certo, dipende dalla forza di volontà della persona, ok, e poi?

Direi che la “dieta” può restare un valido strumento soltanto se viene “capita” e per comprenderla devo appropriarmi di alcuni concetti base. Sì, insomma, ci vuole un po’ di impegno, di curiosità: perché delegare il successo del proprio dimagrimento esclusivamente ad un elenco di alimenti e loro quantità mi sembra altamente riduttivo. E’ come dire che ho la pressione alta e il bravo medico individua la giusta dose di antipertensivo e così ho risolto velocemente il problema a valle.

Siamo in cerca di soluzioni facili e immediate, fatichiamo a prenderci la responsabilità di un intervento preventivo e correttivo sul nostro stile di vita e la deleghiamo ad un professionista (eh beh, certo, lo paghiamo! Ci mancherebbe!). L’ideale sarebbe una dieta scritta, dettagliata, pratica e veloce, che rispecchi a pieno i nostri gusti e i nostri ritmi. Ma quando siamo stanchi e annoiati di stare a regime la abbandoniamo. E’ inevitabile! E sarebbe strano il contrario. E così di nutrizionisti ne vediamo a bizzeffe e collezioniamo diete e nessuna sembra fatta per noi (perché se così fosse, chi mai la abbandonerebbe?).

Ma allora i nutrizionisti che ci stanno a fare??

Se restituiamo al termine “dieta” la sua originale accezione, comprenderemo che si tratta di uno stile di vita che racchiude una molteplicità di fattori su cui io, e solo io, posso e voglio intervenire. Il nutrizionista mi consegnerà magari una piano alimentare che sento cucito su misura, ma resteranno sempre delle preziose linee guida e non la chiave del mio dimagrimento se non apro gli occhi e la mente. Il ruolo del nutrizionista dovrebbe essere proprio quello di guidare ed educare la persona ad un corretto stile alimentare ed ogni incontro un’opportunità di crescita per entrambi e non l’occasione per testare l’aderenza alla dieta consegnata.

P.S. Di questo e molto altro parleremo negli incontri condotti da me e da uno psicoterapeuta! Stiamo raccogliendo i nominativi, quindi contattatemi pure in privato per ulteriori info

 


Novembre 24, 2022
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“CLEMENTINE E MANDARINI: OCCHIO CHE SONO PIENI DI ZUCCHERIIIIIIIIIIIIII!!!!!”

Ma è davvero così?

Come sempre bisogna valutare la questione a 360 gradi, perché preoccuparci di gustare dei frutti così deliziosi per il loro contenuto di zucchero, ma avere la dispensa e il frigo pieni di zuccheri più o meno nascosti ha davvero poco senso (pensiamo ai sughi industriali pronti, agli yogurt alla frutta, ai cereali per la prima colazione, alle salse e ai condimenti pronti etc…)

Se avete poco tempo, saltate la parte in mezzo per giungere alle conclusioni, altrimenti concedetemi due minuti per qualche riga su delle questioni su cui si tende a fare tanta confusione e di cui si sente tanto parlare.

Mi riferisco soprattutto al “famoso” INDICE GLICEMICO. Questo NON indica il contenuto di zuccheri di un alimento, ma la velocità con cui fa innalzare la glicemia, ovvero i livelli di glucosio del sangue, rispetto al glucosio stesso. Il glucosio ha valore 100, quindi più mi avvicino a tale cifra, più velocemente quell’alimento fa innalzare la glicemia. Ma ha senso tale valore preso in assoluto? Assolutamente no se non considero la porzione di quel determinato alimento. Qui entra in gioco il CARICO GLICEMICO, concetto di cui ha più senso preoccuparsi, specialmente se sono sedentario, sovrappeso o a rischio diabete. Il calcolo del carico glicemico si fa attraverso una semplice formula matematica che mette in relazione l’indice glicemico degli alimenti e il contenuto di carboidrati della mia porzione di alimento (entrambi i dati sono facilmente reperibili). E tale calcolo posso poi applicarlo ad un pasto intero.

Ma veniamo alle clementine. L’INDICE GLICEMICO è basso, ovvero 30. Se mangio 150 g di clementine, la porzione media raccomandata, mangio circa 13 g di zuccheri (il resto è praticamente acqua, poi un po’ di fibra, vitamine e sali minerali in abbondanza), ma il carico glicemico sarà basso. Quindi, a fronte dei numerosi vantaggi nutrizionali e di quanto ci piacciono le clementine e i mandarini, ha davvero senso evitarli o preoccuparci? E’ vero, di zuccheri ne contengono, così come tanta altra frutta, ma se resto sulle tre clementine al giorno per merenda non ho davvero nulla di cui preoccuparmi. E se devo far particolarmente attenzione alla glicemia, accanto a due clementine posso mangiare una manciata di frutta secca (tipo qualche mandorla o due noci) e il gioco è fatto.

E come sempre, buon appetito in salute! 


Ottobre 27, 2022
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Nonostante il termine “dieta” abbia un’accezione assolutamente NEUTRA e la sua etimologia richiama il semplice concetto di “modo di vivere volto alla salute”, oramai la associamo alla PAURA DELLA PRIVAZIONE, ALLA RINUNCIA, la rimandiamo sempre a domani oppure dopo pochi giorni la abbandoniamo. E fioccano le scuse di ogni tipo in cui tiriamo in ballo il lavoro, mogli e mariti, fidanzati, cani, gatti, amici… quindi giungiamo alla conclusione che non è il momento giusto.
Ma sapete una cosa? IL MOMENTO GIUSTO NON ARRIVA MAI. La nostra vita questa è: un garbuglio continuo. Non vivetevi la “dieta” come un qualcosa che nasce per complicarvi la vita, per creare sofferenza, ma come qualcosa che fa parte della vostra vita e che ve la migliora! Non datele quell’accezione moderna orribile e a questo punto: non chiamatela dieta!
E se non volete iniziare OGGI, forse davvero vi piacete così come siete, perché l’importante è essere in salute.
Ma se così non fosse, abbandonate ogni pregiudizio e preoccupazione, perché avrete solo che dei vantaggi a migliorare il vostro stile alimentare… e iniziate a non chiamarla dieta 🙂 (se non vi fosse abbastanza chiaro)