Dott.ssa Elena Vinci

cupcakesSATC-1280x721.jpg

Nonostante il termine “dieta” abbia un’accezione assolutamente NEUTRA e la sua etimologia richiama il semplice concetto di “modo di vivere volto alla salute”, oramai la associamo alla PAURA DELLA PRIVAZIONE, ALLA RINUNCIA, la rimandiamo sempre a domani oppure dopo pochi giorni la abbandoniamo. E fioccano le scuse di ogni tipo in cui tiriamo in ballo il lavoro, mogli e mariti, fidanzati, cani, gatti, amici… quindi giungiamo alla conclusione che non è il momento giusto.
Ma sapete una cosa? IL MOMENTO GIUSTO NON ARRIVA MAI. La nostra vita questa è: un garbuglio continuo. Non vivetevi la “dieta” come un qualcosa che nasce per complicarvi la vita, per creare sofferenza, ma come qualcosa che fa parte della vostra vita e che ve la migliora! Non datele quell’accezione moderna orribile e a questo punto: non chiamatela dieta!
E se non volete iniziare OGGI, forse davvero vi piacete così come siete, perché l’importante è essere in salute.
Ma se così non fosse, abbandonate ogni pregiudizio e preoccupazione, perché avrete solo che dei vantaggi a migliorare il vostro stile alimentare… e iniziate a non chiamarla dieta 🙂 (se non vi fosse abbastanza chiaro)

pancake-castagne-e-pasteis-1280x1707.jpg

Dopo che ho preparato questi meravigliosi dolcetti portoghesi, ripieni di una profumata crema fatta da soli tuorli, mi sono avanzati 4 albumi. Quindi che fare? Dei pancakes “light” senza grassi per la colazione!
RICETTINA AL VOLO
Ho pesato gli albumi (140 g) e li ho montati a neve fermissima
Ho mescolato 50 g di farina di castagne con 5 g di lievito istantaneo, 100 g di yogurt greco 0% e acqua quanto basta ad ottenere un impasto liscio e cremoso
Ho unito gli albumi mescolando con tanta pazienza dall’alto verso il basso
Con un mestolo ho raccolto il composto che ho fatto colare su una padella antiaderente ben calda e fatto dorare i pancake su entrambi i lati per qualche minuto a fuoco medio
Ho addentato il pasteis de nata (come da prova su foto allegata) e non vedo l’ora di andare all’attacco dei pancake a colazione perché sembrano deliziosi!
Buon appetito a tutti! E ricordatevi che sana alimentazione vuol dire EQUILIBRIO…
P.S. La ricetta dei dolcetti portoghesi è per chi riesce a non mangiarli tutti, perché tutto sono fuorché “light” 😉

spezie.jpg

Lo sappiamo bene che ricorrere così spesso a quel cioccolatino, a quel formaggio, al pezzo di pane, al tarallo pugliese uno dopo l’altro, al bicchiere di vino per gratificarci rischia di farci ingrassare. Eppure, stanchi della giornata lavorativa, o della nostra vita sentimentale, dello stress quotidiano, ci sentiamo in diritto di goderci il nostro premio e l’immediatezza con cui possiamo attingervi ci sembra insostituibile.
Oggi vorrei soffermarmi sulle SPEZIE e sulle ERBE AROMATICHE: universo misterioso e affascinante, spesso ahimè trascurato nella nostra attuale tradizione culinaria.
Ma pensateci bene: un petto di pollo ai ferri scondito fa piuttosto tristezza, no? Ma basta un pizzico di curry ed è tutta un’altra storia. Come mai?
La nostra personale rappresentazione del gusto è complessissima e in essa convergono tutti i nostri sensi, specialmente l’olfatto e l’olfatto è strettamente connesso al nostro sistema limbico. Non è un caso che l’industria profumiera viva proprio di questo: della strettissima connessione tra profumo ed emozione. Per non parlare dell’industria degli aromi, che fa di tutto per rendere irresistibile quell’alimento, mentre a noi basta aggiungere qualche spolverata di cannella o qualche fogliolina di origano per cambiare le sorti di un piatto! Ma c’è di più: alcune spezie, oltre a suscitare in noi reazioni personalissime legate magari a ricordi particolari, causano la liberazione delle stesse sostanze responsabili del piacere percepito quando ci avviciniamo a quel cibo bello calorico, che tanto ci gratifica e di cui pensiamo di avere tanto bisogno.
Quindi l’appagamento che il cibo ci offre può derivare anche da altre fonti che non contemplino necessariamente abbondanza di grassi e zuccheri.
E sapete cos’altro è altamente gratificante? Giocare in cucina con i mille colori, profumi e aromi che la natura ci offre proprio attraverso il mondo speziato. Metteteci amore, passione, cuore… sperimentate e vedrete che la fame nervosa vi lascerà in pace!

yogurt-frutta-1.jpg

Evitate di mangiare abitualmente lo yogurt alla frutta. E sapete perché? Perché è pieno di zuccheri aggiunti! Che cosa significa ciò?
Qualcuno si ritrova particolarmente impegnato nella lotta ai carboidrati, facendo di tutta l’erba un fascio. Niente di più sbagliato, ahimè. Mangiatevi in serenità la pasta, fonte di carboidrati complessi a basso-medio indice glicemico, e lasciate perdere gli yogurt alla frutta!
Gli zuccheri sono carboidrati semplici, che il nostro organismo è quindi in grado di assorbire rapidamente e che causano il famoso picco glicemico dopo il pasto. Gli unici zuccheri semplici che una persona sana può assumere regolarmente senza troppe preoccupazioni sono quelli della frutta INTATTA, così come madre natura l’ha creata. Tutto ciò che “ricorda” la frutta (puree, succhi, preparazioni industriali che vengono aggiunte per esempio agli yogurt) sono da considerare zuccheri AGGIUNTI, da assumere con moderazione.
E qui casca l’asino: lo yogurt alla frutta è PIENO di zuccheri aggiunti! Tra quelli contenuti nelle preparazioni a base di frutta, tra lo zucchero vero e proprio, come minimo ci mangiamo l’equivalente di 3 cucchiaini di zucchero da un vasetto. Se poi optiamo per quelli da bere, che vanno giù come l’acqua e quindi ne assumiamo ancora di più, la quota aumenta.
Poco importa che sia magro, che ci abbiano cioè tolto i grassi (rendendolo tra l’altro meno saziante): resta il fatto che l’industria ha trasformato un alimento fermentato eccezionale in un…….. dessert ad alto indice glicemico!
Che fare quindi?
Se proprio non vi piace al naturale, un po’ di zucchero o miele aggiungetecelo voi (difficilmente arriverete a buttarci dentro 3/4 cucchiaini di zucchero 😉 ), così come la frutta fresca. Questa sì che è una merenda sana!
P.S. Che dentro ci sia lo zucchero d’uva, o altre trovate, non cambia nulla… sempre meglio leggere le etichette!

Febbraio 27, 2022
salsa-yogurt.jpg

Uno degli errori alimentari più comuni che commettiamo è esagerare con l’olio, specialmente con quello extravergine d’oliva, che pur essendo un alimento straordinario, come tutti gli altri oli, è composto quasi al 100% da grassi.
I grassi, a parità di peso, sono i nutrienti più calorici: 1 g di grasso fornisce più del doppio delle calorie di carboidrati e proteine. Non è un caso dunque che il nostro organismo metta da parte la sua riserva energetica sotto forma di grasso. È più conveniente!
Ma capite bene che qualche cucchiaio di olio in più vi costa qualche centinaia di calorie in più, che a lungo andare non è poco.
 
Alcuni suggerimenti:
1) Usate lo yogurt, anche diluito con acqua, e speziatelo (con curry o curcuma per esempio), aromatizzatelo con succo di limone e erbe aromatiche, insaporitelo con senape e/o cren
2) Usate l’ajvar (in estate potete anche prepararvelo in casa)
3) Usate la senape
4) Diluite il vostro cucchiaio di olio con del limone e/o arancia spremuti, aglio fresco o in polvere, una puntina di senape
5) Preparatevi in casa della salsa tzatziki da accompagnare ai vostri piatti
6) Frullate della polpa di avocado con un pezzettino di peperone, succo di limone/lime e un pochino di cipolla e, per alleggerirla, mescolatela anche ‘sta volta con dello yogurt
 
La mia salsina da accompagnamento preferita: yogurt greco intero (allungato con un pochino d’acqua), succo di limone, erba cipollina o aglio fresco (ma a volte ne basta un pizzico in polvere) e senape. Se la fate più liquida è perfetta per condire le insalate, più densa si sposa bene a carne, pesce, verdure cotte.
Inoltre, avete mai provato una bistecchina di tonno scottata in padella accompagnata da una salsa di yogurt greco e cren?
 
Sbizzarritevi e sperimentate e se avete qualche idea sfiziosa scrivetela nei commenti!
Buon appetito in salute a tutti

Febbraio 1, 2022
IMG_20220201_111923939-1280x1707.jpg

Ieri sera avevo voglia di qualcosa di sfizioso. L’idea era quella di una torta salata bella rustica e genuina.

La domanda è questa: perché non usare la pasta già pronta del supermercato?

Intanto, può capitare che non ce l’avete e quindi… meglio così! Basta impastare 300 g di farina integrale, 120 g di vino bianco con 50 g d’olio d’oliva e un pizzico di sale fino a formare una palla che lasciate riposare in frigo (ci mettete meno di cinque minuti, giuro). E mentre l’impasto riposa cucinate al volo qualsiasi verdura, un pochino di patate, rosolate delle cipolle con un filo d’olio, tagliate qualche cubetto di formaggio stagionato e mescolate con le uova: qualsiasi ripieno “svuotafrigo” andrà bene. La pasta sarà stendibilissima e pronta per foderare una teglia. Versateci il ripieno e infornate per circa 40 minuti a 180°.
Il risultato è un impasto croccante che sa di tarallo pugliese, con tutta la fibra e il valore nutrizionale della farina integrale e con grassi di qualità ottima propri dell’olio extravergine d’oliva: insomma, nulla a che vedere con buona parte delle pallide paste arrotolate del banco frigo o del reparto surgelati, o dei tortini già pronti.
Quindi, il mio consiglio è quello di dedicare pochi minuti alla preparazione di questo impasto e scegliere verdure di stagione. Gustatevi pomodori e pomodorini, zucchine, melanzane e peperoni in estate, ora potete per esempio scegliere tra la varietà di Crucifere (o Brassicacee) che la natura ci offre e dare sfogo alla vostra fantasia.
Io ho fatto una torta salata con il cavolo nero avanzato dalla ribollita: lo sfizio me lo sono tolto, eccome!
Buon appetito in salute!

#tortasalataintegrale #cavolonero #brassicacee #cipiacemangiare #odioladieta


Gennaio 26, 2022
Banksy-–-Trolleys-Signed-moco-768x576-1.jpg

Perché fare diete troppo drastiche e restrittive non è una buona idea?
L’uomo ha trascorso circa il 70% della sua vita sulla Terra a preoccuparsi della mancanza di cibo e l’evoluzione ha fatto sì che venissero selezionati quei geni grazie ai quali l’organismo è diventato particolarmente bravo e capace a far scorta, perché le carestie sono sempre in agguato. E sapete che i nostri geni sono gli stessi dei nostri antenati? Ma il mondo è un tantino cambiato, direi…
Quindi, quando improvvisamente il nostro corpo si ritrova in forte privazione calorica (e non lo sa che siamo nel 2022 e che quello è solo un nostro piano diabolico per dimagrire in fretta) va in allarme e mette in moto tutta una serie di meccanismi che portano a risparmiare le nostre scorte. Quindi, non solo la perdita di peso rallenta, ma il nostro metabolismo si fa più “lento”.
Poi noi ci stufiamo di questa dieta ipocalorica stretta e ricominciamo a mangiare e a far scorta di nuovo, perché il nostro organismo è ben che contento che la disponibilità di cibo è tornata!
Mettici vicino anche che ci sono dei soggetti che sono geneticamente predisposti all’accumulo (e pensare che una volta erano loro i fortunati!), si fanno più danni che altro.
L’effetto yo-yo è snervante e difficile da reggere sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ed ecco perché odiamo le “diete”.
Non affidatevi quindi a diete a caso, fate le cose con cura e cercate di volervi bene…
Questa immagine è un’opera di Banksy (Trolley Signed)

Gennaio 13, 2022
torta-carote-1280x960.jpg

Torta profumatissima alle carote
Questa è una mia personale versione di questo delizioso dolce, arricchita con scorza d’arancia, il suo succo e un mix di spezie, che la rende particolarmente profumata e dall’impasto soffice che rimane umido.
Vai con la ricetta!
INGREDIENTI:
due carote grandi
due uova
140 g di farina integrale e 60 g di farina di mandorle
100 g di zucchero Muscovado
40 g di uva passa
1 arancia
1 bustina di lievito per dolci
70 g di olio di semi
Mezzo cucchiaino di mix di spezie speculoos (quello dei biscotti, avete presente? 🙂 si tratta di cannella, chiodi garofano, zenzero, noce moscata, coriandolo e cardamomo), oppure solamente cannella o zenzero grattugiato fresco… a vostro piacimento.

 

Spremete un’arancio. Nel succo mettete in ammollo l’uvetta.

Montate le uova con la frusta elettrica fino a farle schiarire e poi aggiungete lo zucchero e continuate a mescolare con le fruste.

Aggiungete l’olio, il succo dell’arancia e poi le carote precedentemente tritate (in un “tritatutto”).

Continuate con le farine e il lievito, le spezie, l’uvetta e la scorza grattugiata dell’arancia da cui avete ottenuto la spremuta. 

Versate il composto in una tortiera rotonda foderata con la carta da forno e imburrata ai lati.

Con il forno ventilato bastano 30 minuti a 180°, altrimenti ci vogliono circa 45 minuti (dipende chiaramente dal tipo di forno)

 

 

 


Gennaio 10, 2022
IMG_20220110_200337267-1280x1707.jpg

ORECCHIETTE PESTO DI MANDORLE E BROCCOLI
Che bontà questa pasta! Ricettina al volo: mentre cuocete la pasta e i broccoli, in un tritatutto unite circa 10/15 mandorle, 20 g di Grana padano e uno spicchio d’aglio. Quando pasta e broccoli sono cotti, scolate la pasta al dente: in una padella fatela saltare con i broccoli e un filo d’olio. Unite il trito di mandorle e via via un po’ d’acqua di cottura dei broccoli per la mantecatura fino a che la consistenza risulta leggermente cremosa. Pappatevela di gusto!
Qualche dettaglio in più: le dosi sopra, considerati 70 g di pasta e circa 200/250 g di broccolo (circa mezzo broccolo), sono indicate per una persona. Il pasto è completo e molto saziante poiché abbondano lipidi di ottima qualità, fibre (ancor più se la pasta è integrale) e possiede un buon contenuto proteico. Buono anche il contenuto di minerali quali calcio (nel grana, nelle mandorle e nei broccoli!), fosforo e potassio e basso il contenuto di colesterolo. I folati sono in alte concentrazioni, anche se una parte viene di certo alterata dalla cottura. Per evitare troppe dispersioni di micronutrienti nell’acqua di cottura, cucinate i broccoli in poca acqua salata e mantenetene da parte un po’ per la mantecatura (come suggerito sopra). Un’ottima soluzione resta la cottura al vapore oppure in pentola a pressione con il cestello (i tempi si dimezzano e il valore nutritivo si conserva maggiormente).
Giusto per informazione: le calorie sono poco più 500, ma……… lasciate a noi nutrizionisti l’onere di contarle!
E allora buon appetito!!

Dicembre 29, 2021
integratori-alimentari.png

INTEGRATORI ALIMENTARI: evitate di prenderli a caso, di vostra iniziativa, per sentito dire, solo perché si trovano sugli scaffali del supermercato.
Gli integratori hanno il ruolo appunto di INTEGRARE la comune alimentazione in caso di carenza o sono funzionali nel mantenimento della salute e nel ridurre fattori di rischio di malattia (come riportato dalle direttive).
“Beh, ma non sono farmaci”: e ciò paradossalmente non costringe le aziende produttrici a testarne l’efficacia! Anche se ci sono molte aziende serie che conducono studi a riguardo, ma bisogna conoscerle…
“Beh, ma tanto sono naturali”: così come la cicuta e altre piante velenose (prima obiezione, anche se il paragone vi sembra eccessivo), così come lo zucchero che se consumato cronicamente in eccesso predispone a malattie come il diabete, l’obesità e le patologie cardiovascolari (seconda obiezione). Che poi, cosa vuol dire “naturale” (piccolo spunto di riflessione)?
“E ma il cibo non è più quello di una volta”: eppure le carenze nutrizionali in occidente non sono così diffuse come si può pensare, ad eccezione di alcuni micronutrienti di cui il deficit è più comune (ferro, iodio, vitamina D e B12 per i vegani) o di alcuni momenti particolari della vita.
Lungi da me scoraggiare a priori l’assunzione di integratori, ma fatelo solo se la carenza è accertata, o se professionisti o personale qualificato vi danno precise indicazioni a riguardo, indirizzandovi verso la soluzione supplementare e fitoterapica migliore per voi, e anche il vostro portafoglio ringrazierà.