Dott.ssa Elena Vinci

Novembre 27, 2022
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Novembre 24, 2022
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Rubo questa foto da un post pubblicato da una mia amica. Questa straordinaria scultura è conosciuta come il “Self Made Man”, un’opera d’arte dello scultore messicano Victor Hugo Yañez Piña .

Il titolo è: “The Hardest Work is Working On Yourself.“

Non è questo il contesto per elogiare l’opera di per sé (anche se mi verrebbe di farlo), ma credo dia vari spunti interessanti e non banali su cui riflettere.

 

Se davvero crediamo che esista la dieta migliore di tutti, quella che, senza alcun minimo sacrificio, ci permette di poltrire costantemente, e di dimagrire e di guadagnare in salute……………………………. ma no, non lo crediamo veramente. In fondo lo sappiamo benissimo che un percorso nutrizionale ben fatto implica un lavoro su se stessi che fa emergere fragilità, ma anche tanta forza. E’ un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, si dice, e quel qualcuno possiamo essere soltanto noi.

 

Ma di ogni buona azione che compiamo per noi stessi non ci pentiamo MAI. Ci avete mai pensato?

 

Se impariamo a volerci bene, ad armarci di pazienza e a non pretendere tutto e subito, il lavoro su noi stessi può diventare una meravigliosa scoperta.


Novembre 24, 2022
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“CLEMENTINE E MANDARINI: OCCHIO CHE SONO PIENI DI ZUCCHERIIIIIIIIIIIIII!!!!!”

Ma è davvero così?

Come sempre bisogna valutare la questione a 360 gradi, perché preoccuparci di gustare dei frutti così deliziosi per il loro contenuto di zucchero, ma avere la dispensa e il frigo pieni di zuccheri più o meno nascosti ha davvero poco senso (pensiamo ai sughi industriali pronti, agli yogurt alla frutta, ai cereali per la prima colazione, alle salse e ai condimenti pronti etc…)

Se avete poco tempo, saltate la parte in mezzo per giungere alle conclusioni, altrimenti concedetemi due minuti per qualche riga su delle questioni su cui si tende a fare tanta confusione e di cui si sente tanto parlare.

Mi riferisco soprattutto al “famoso” INDICE GLICEMICO. Questo NON indica il contenuto di zuccheri di un alimento, ma la velocità con cui fa innalzare la glicemia, ovvero i livelli di glucosio del sangue, rispetto al glucosio stesso. Il glucosio ha valore 100, quindi più mi avvicino a tale cifra, più velocemente quell’alimento fa innalzare la glicemia. Ma ha senso tale valore preso in assoluto? Assolutamente no se non considero la porzione di quel determinato alimento. Qui entra in gioco il CARICO GLICEMICO, concetto di cui ha più senso preoccuparsi, specialmente se sono sedentario, sovrappeso o a rischio diabete. Il calcolo del carico glicemico si fa attraverso una semplice formula matematica che mette in relazione l’indice glicemico degli alimenti e il contenuto di carboidrati della mia porzione di alimento (entrambi i dati sono facilmente reperibili). E tale calcolo posso poi applicarlo ad un pasto intero.

Ma veniamo alle clementine. L’INDICE GLICEMICO è basso, ovvero 30. Se mangio 150 g di clementine, la porzione media raccomandata, mangio circa 13 g di zuccheri (il resto è praticamente acqua, poi un po’ di fibra, vitamine e sali minerali in abbondanza), ma il carico glicemico sarà basso. Quindi, a fronte dei numerosi vantaggi nutrizionali e di quanto ci piacciono le clementine e i mandarini, ha davvero senso evitarli o preoccuparci? E’ vero, di zuccheri ne contengono, così come tanta altra frutta, ma se resto sulle tre clementine al giorno per merenda non ho davvero nulla di cui preoccuparmi. E se devo far particolarmente attenzione alla glicemia, accanto a due clementine posso mangiare una manciata di frutta secca (tipo qualche mandorla o due noci) e il gioco è fatto.

E come sempre, buon appetito in salute! 


Novembre 20, 2022
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Novembre 10, 2022
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Ottobre 27, 2022
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Ottobre 20, 2022
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Settembre 13, 2022
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Ieri avevo voglia di insalata russa, ma piccolo problema (anzi, 2 problemi):
1) la maionese è buonissima ma è una bomba calorica (e non ce l’avevo nemmeno in casa, proprio per questo motivo)
2) non avevo nemmeno i piselli
Quindi, come amo di solito fare, mi sono ingegnata con quello che avevo a casa, sfruttando tutto il meraviglioso potenziale del cibo fresco e genuino appena recapitatomi da La Frutticola.
E allora via con la ricetta della MAIONESE ALLO YOGURT per condire questo tris primaverile di patate novelle, asparagi e carote!
Ho tagliato a pezzettini piccoli le verdure e una patata medio grande ( ho messo a cuocere circa 200 g di asparagi, 200 g di carote e 200 g di patate), e cotti al vapore in pentola a pressione (pochi minuti dal fischio per farli rimanere consistenti). In alternativa potete chiaramente lessarli.
Nel frattempo, in MEZZO MINUTO ho fatto la maionese “light” (perché ho usato metà dell’olio che prevede la ricetta originale)
Procedimento:
in un contenitore cilindrico ho messo un uovo fresco, aggiunto poi 100 g di olio di arachide, il succo spremuto di mezzo limone, 1 cucchiaino di senape, un pizzico di sale
ho attivato il frullatore ad immersione alla massima velocità prima sul fondo per 10 secondi, poi per circa altri 20 alzandolo e abbassandolo per incorporare l’aria
Ho messo la salsa ottenuta in frigo a solidificarsi, attendendo intanto che anche le verdure cotte e poi salate si raffreddassero
Raggiunte le temperature, ho incorporato alla salsa 100 g di yogurt greco 0% di grassi: il risultato è stato una morbida salsa leggermente acidula, freschissima, con un sapore un pochino più leggero della classica maionese.
Metà della salsa è servita per le verdure, metà si conserverà in frigo per altri due/tre giorni (chiaramente se avete ospiti a cena, raddoppiate le dosi di verdura e avrete circa 8 porzioni di insalata tricolore).
Questa insalata cremosa è veramente ottima, specialmente se la lasciate ancora un pochino in frigo e le date ancora il tempo di addensarsi.
E come al solito… buon appetito in salute e fantasia!