Blog e appunti di cucina old

Dicembre 28, 2022
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La tradizione di mangiarle a capodanno viene addirittura dai Romani, che regalavano ai loro cari un borsellino pieno di lenticchie, con l’augurio che queste si trasformassero in soldi durante l’anno.
E visto che ahimè qualcuno si ricorda della loro esistenza soltanto in questi giorni in abbinata con il cotechino, approfitterò per elogiarne le proprietà e la versatilità ed incoraggiarne il consumo tutto l’anno.
1) Tra i legumi sono fra le più ricche di proteine: l’abbinamento a cereali e loro derivati (pasta e pane) ci offre tutti gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno
2) Buona fonte di ferro, ma scarsamente assimilabile: per aumentarne la nostra capacità di assorbimento, basta far seguire il pasto da un agrume o spruzzare del succo di limone nell’acqua che accompagna il pasto, o ancora qualche pomodorino vicino per esempio
3) Ottima fonte di fibra solubile come tutti i legumi: utile per prolungare il senso di sazietà, per il controllo della glicemia e del colesterolo nel sangue e per l’equilibrio della nostra flora intestinale
4) Mediamente più veloci da cuocere rispetto agli altri legumi
A tal proposito, con le lenticchie rosse, vendute prevalentemente già decorticate e quindi solitamente meglio tollerate anche dagli intestini più sensibili, si può fare un ottimo “ragù”: basta unirle al classico soffritto con qualche cucchiaio di salsa di pomodoro e aromi e condirci riso o pasta. Oppure si può preparare una zuppa con zucca e altre verdurine: in venti minuti massimo è pronta, aggiungo qualche crostino et voilà!
O ancora, avete mai provato ad aggiungere le lenticchie all’insalata al posto dei fagioli? O a prepararvi un fantasioso piatto unico a base di cereali o riso, lenticchie e verdure di stagione con le vostre spezie preferite? O delle polpettine al curry da cuocere in forno?
Un’ultima precisazione: le lenticchie, come tutti i legumi, NON SONO UN CONTORNO, bensì la fonte proteica del vostro pasto, che può quindi sostituire la carne o il pesce per esempio.
E allora non mi resta che fare a tutti i miei più sinceri auguri, che sia un anno colmo di salute e buone cosine da portare sulla nostra tavola!!

Dicembre 1, 2022
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“LE DIETE NON FUNZIONANO”: parliamone…

(Premetto che proprio non ci riesco a fornire le famose “pillole di nutrizione” in cui mi limito a dirvi che gli agrumi contengono vitamina C o di mangiare le famose 5 porzioni di frutta e verdura. Quindi, se avete i minuti contati, questo post potrebbe essere troppo lungo per voi.)

Dunque, se per “dieta” intendiamo quel foglio di carta che il nutrizionista ci consegna in cui trovo dettagliatamente scritto quanto e ciò che “devo” mangiare, beh, questa può essere altamente funzionale nell’immediato e se la persona ha bisogno di input precisi per problemi organizzativi e se ciò è associato ad un incondizionato senso di disciplina per cui mi sento in dovere di seguire più fedelmente possibile quanto  imposto da un altro (sia ben chiaro, un professionista non dovrebbe ovviamente “imporre” mai nulla, ma è la persona a far leva sul quel senso del dovere, che gli sembra l’unico strumento che ha per perder peso).

E da qui nascono le domande di rito a testimoniare quanto sopra, tipo “POSSO mangiare questo o quello e in che quantità?”

Quindi, la domanda che dovrebbe sorgere spontanea è la seguente: per quanto può durare tutto questo? Certo, dipende dalla forza di volontà della persona, ok, e poi?

Direi che la “dieta” può restare un valido strumento soltanto se viene “capita” e per comprenderla devo appropriarmi di alcuni concetti base. Sì, insomma, ci vuole un po’ di impegno, di curiosità: perché delegare il successo del proprio dimagrimento esclusivamente ad un elenco di alimenti e loro quantità mi sembra altamente riduttivo. E’ come dire che ho la pressione alta e il bravo medico individua la giusta dose di antipertensivo e così ho risolto velocemente il problema a valle.

Siamo in cerca di soluzioni facili e immediate, fatichiamo a prenderci la responsabilità di un intervento preventivo e correttivo sul nostro stile di vita e la deleghiamo ad un professionista (eh beh, certo, lo paghiamo! Ci mancherebbe!). L’ideale sarebbe una dieta scritta, dettagliata, pratica e veloce, che rispecchi a pieno i nostri gusti e i nostri ritmi. Ma quando siamo stanchi e annoiati di stare a regime la abbandoniamo. E’ inevitabile! E sarebbe strano il contrario. E così di nutrizionisti ne vediamo a bizzeffe e collezioniamo diete e nessuna sembra fatta per noi (perché se così fosse, chi mai la abbandonerebbe?).

Ma allora i nutrizionisti che ci stanno a fare??

Se restituiamo al termine “dieta” la sua originale accezione, comprenderemo che si tratta di uno stile di vita che racchiude una molteplicità di fattori su cui io, e solo io, posso e voglio intervenire. Il nutrizionista mi consegnerà magari una piano alimentare che sento cucito su misura, ma resteranno sempre delle preziose linee guida e non la chiave del mio dimagrimento se non apro gli occhi e la mente. Il ruolo del nutrizionista dovrebbe essere proprio quello di guidare ed educare la persona ad un corretto stile alimentare ed ogni incontro un’opportunità di crescita per entrambi e non l’occasione per testare l’aderenza alla dieta consegnata.

P.S. Di questo e molto altro parleremo negli incontri condotti da me e da uno psicoterapeuta! Stiamo raccogliendo i nominativi, quindi contattatemi pure in privato per ulteriori info

 


Novembre 27, 2022
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Novembre 24, 2022
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Rubo questa foto da un post pubblicato da una mia amica. Questa straordinaria scultura è conosciuta come il “Self Made Man”, un’opera d’arte dello scultore messicano Victor Hugo Yañez Piña .

Il titolo è: “The Hardest Work is Working On Yourself.“

Non è questo il contesto per elogiare l’opera di per sé (anche se mi verrebbe di farlo), ma credo dia vari spunti interessanti e non banali su cui riflettere.

 

Se davvero crediamo che esista la dieta migliore di tutti, quella che, senza alcun minimo sacrificio, ci permette di poltrire costantemente, e di dimagrire e di guadagnare in salute……………………………. ma no, non lo crediamo veramente. In fondo lo sappiamo benissimo che un percorso nutrizionale ben fatto implica un lavoro su se stessi che fa emergere fragilità, ma anche tanta forza. E’ un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, si dice, e quel qualcuno possiamo essere soltanto noi.

 

Ma di ogni buona azione che compiamo per noi stessi non ci pentiamo MAI. Ci avete mai pensato?

 

Se impariamo a volerci bene, ad armarci di pazienza e a non pretendere tutto e subito, il lavoro su noi stessi può diventare una meravigliosa scoperta.


Novembre 24, 2022
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“CLEMENTINE E MANDARINI: OCCHIO CHE SONO PIENI DI ZUCCHERIIIIIIIIIIIIII!!!!!”

Ma è davvero così?

Come sempre bisogna valutare la questione a 360 gradi, perché preoccuparci di gustare dei frutti così deliziosi per il loro contenuto di zucchero, ma avere la dispensa e il frigo pieni di zuccheri più o meno nascosti ha davvero poco senso (pensiamo ai sughi industriali pronti, agli yogurt alla frutta, ai cereali per la prima colazione, alle salse e ai condimenti pronti etc…)

Se avete poco tempo, saltate la parte in mezzo per giungere alle conclusioni, altrimenti concedetemi due minuti per qualche riga su delle questioni su cui si tende a fare tanta confusione e di cui si sente tanto parlare.

Mi riferisco soprattutto al “famoso” INDICE GLICEMICO. Questo NON indica il contenuto di zuccheri di un alimento, ma la velocità con cui fa innalzare la glicemia, ovvero i livelli di glucosio del sangue, rispetto al glucosio stesso. Il glucosio ha valore 100, quindi più mi avvicino a tale cifra, più velocemente quell’alimento fa innalzare la glicemia. Ma ha senso tale valore preso in assoluto? Assolutamente no se non considero la porzione di quel determinato alimento. Qui entra in gioco il CARICO GLICEMICO, concetto di cui ha più senso preoccuparsi, specialmente se sono sedentario, sovrappeso o a rischio diabete. Il calcolo del carico glicemico si fa attraverso una semplice formula matematica che mette in relazione l’indice glicemico degli alimenti e il contenuto di carboidrati della mia porzione di alimento (entrambi i dati sono facilmente reperibili). E tale calcolo posso poi applicarlo ad un pasto intero.

Ma veniamo alle clementine. L’INDICE GLICEMICO è basso, ovvero 30. Se mangio 150 g di clementine, la porzione media raccomandata, mangio circa 13 g di zuccheri (il resto è praticamente acqua, poi un po’ di fibra, vitamine e sali minerali in abbondanza), ma il carico glicemico sarà basso. Quindi, a fronte dei numerosi vantaggi nutrizionali e di quanto ci piacciono le clementine e i mandarini, ha davvero senso evitarli o preoccuparci? E’ vero, di zuccheri ne contengono, così come tanta altra frutta, ma se resto sulle tre clementine al giorno per merenda non ho davvero nulla di cui preoccuparmi. E se devo far particolarmente attenzione alla glicemia, accanto a due clementine posso mangiare una manciata di frutta secca (tipo qualche mandorla o due noci) e il gioco è fatto.

E come sempre, buon appetito in salute! 


Novembre 20, 2022
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Novembre 10, 2022
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Ottobre 27, 2022
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Ottobre 20, 2022
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Settembre 13, 2022
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